Tra zaini e ansie: consigli per genitori al rientro sui banchi
di Francesca Mugnai
Settembre porta con sé quaderni nuovi, zaini carichi, voglia di ripartire, di rivedere i compagni. Ma per molti ragazzi, il ritorno sui banchi non è solo entusiasmo: può essere fonte di ansia, paura del giudizio, timore delle verifiche e delle aspettative, proprie o degli adulti.
I più piccoli: la scuola dell’infanzia
Per i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia, il rientro può essere carico di stress perché segna la separazione dal genitore dopo un’estate trascorsa insieme. I piccoli faticano a comprendere la dimensione del tempo e vivono ogni distacco con intensità. È normale che compaiano pianti, proteste o regressioni (per esempio difficoltà nel sonno o nel controllo sfinterico).
Come aiutarli: rituali rassicuranti al momento del saluto, coerenza negli orari e un atteggiamento sereno dei genitori rendono più fluido il passaggio. Non serve prolungare l’addio: meglio un abbraccio deciso e un “ci vediamo dopo” sicuro e affettuoso.
Bambini della primaria: tra compiti e nuove responsabilità
Con la scuola primaria arrivano i compiti, le regole da seguire, i primi voti. Il cambiamento può risultare faticoso perché il bambino passa da un contesto più ludico a uno che richiede attenzione, autonomia e capacità di stare seduto a lungo. Ansia e mal di pancia del mattino sono frequenti.
Come aiutarli: i genitori possono sostenere i figli organizzando insieme i tempi di studio e di gioco, dando importanza non solo ai voti, ma all’impegno e ai progressi. È importante non caricare i bambini di aspettative eccessive: la scuola primaria è un percorso di scoperta, non un campo di prestazione.
Ragazzi delle medie: il timore del giudizio
La scuola media è forse il passaggio più delicato: cambiano gli insegnanti, aumenta il carico di studio, cresce la complessità sociale. Qui il timore del giudizio dei compagni e degli adulti diventa centrale. I ragazzi iniziano a paragonarsi agli altri e spesso si misurano sul voto come misura di autostima.
Come aiutarli: serve un equilibrio tra sostegno e autonomia. I genitori dovrebbero mostrare fiducia, senza controllare ogni passaggio, e valorizzare la capacità di organizzarsi. Aiuta anche insegnare tecniche semplici di gestione dell’ansia (respirazione, pause, attività sportive o artistiche che scaricano la tensione).
L’ansia del rientro
I primi giorni di scuola segnano un passaggio netto dalle vacanze estive alla routine fatta di sveglie presto, orari da rispettare, compiti, lezioni e valutazioni. Questo “cambio di passo” può spaventare, soprattutto gli adolescenti che vivono già in un periodo di fragilità emotiva. L’ansia del rientro spesso si manifesta con mal di pancia, insonnia, irritabilità o sbalzi d’umore. Può essere lieve, a volte difficilmente percepibile da dentro e da fuori. A volte invalidante e limitante.
Ansia da verifiche e paura del giudizio
Non è raro che i ragazzi vivano le verifiche come un banco di prova del loro valore personale, non solo scolastico. Il voto diventa un’etichetta, e il timore di “non essere abbastanza” pesa più della prova stessa. A questo si aggiunge la paura del giudizio dei compagni, degli insegnanti o, ancora di più, dei genitori. In una società spesso basata sull’immagine, un numero legato a un compito specifico, può diventare un macigno di paura, di vergogna, di giudizi.
Cosa possono fare i genitori
Non è sempre facile accorgersi del malessere dei propri figli legato al mondo della scuola. Non sappiamo quello che realmente avviene nelle aule, non possiamo leggere ciò che arrovella la testa e il cuore dei nostri ragazzi spesso poi siamo ci viene nascosto proprio per una paura di giudizio da parte dell’adulto, docente o genitore che sia.
Ecco qualche rapido consiglio per affrontare, ma soprattutto per prevenire.
- Ascoltare senza giudicare
Accogliete i racconti dei vostri figli senza trasformarli subito in consigli o soluzioni. A volte il semplice sentirsi ascoltati riduce l’ansia. - Normalizzare l’ansia
Spiegate loro che è normale avere paura prima di una verifica o all’inizio dell’anno. L’ansia è una reazione del corpo a una sfida, non un segnale di debolezza. - Separare il voto dalla persona
Un brutto voto non definisce chi sono. Valorizzate l’impegno, la costanza e la crescita più che il risultato immediato. - Coltivare abitudini sane
Sonno regolare, movimento fisico e alimentazione equilibrata aiutano a ridurre i livelli di stress e migliorano la concentrazione. - Favorire piccoli momenti di decompressione
Passeggiate nella natura, sport, musica o semplici chiacchiere senza fretta sono antidoti potenti contro la pressione scolastica. - Mostrare fiducia
Trasmettete l’idea che credete nelle loro capacità, anche quando sbagliano. Sentirsi sostenuti è la migliore base per affrontare le sfide.
Quando l’ansia diventa un ostacolo
Se vostro figlio manifesta sintomi persistenti (forti somatizzazioni, rifiuto scolastico, crisi di pianto ricorrenti), può essere utile chiedere il supporto di uno psicologo. Intervenire precocemente aiuta a spezzare il circolo vizioso dell’ansia e a costruire nuove strategie.
E se l’ansia è del genitore?
Non solo i ragazzi faticano a gestire la pressione scolastica: anche molti genitori vivono con agitazione le verifiche, le interrogazioni o il rendimento dei figli. Ansia eccessiva, attese cariche di tensione o domande insistenti (“Com’è andata? Che voto hai preso?”) possono, però, trasferire sui ragazzi un senso di inadeguatezza e paura di deludere.
Cosa fare se siete voi genitori ad avere l’ansia:
- Riconoscere la vostra preoccupazione: ammettere che vi sentite agitati è il primo passo per non scaricare questa tensione sui figli.
- Separare il vostro vissuto dal loro percorso: spesso l’ansia nasce da esperienze scolastiche personali, dalle aspettative sociali o dalla paura che “non ce la facciano”. Ma la loro storia è diversa dalla vostra.
- Mostrare fiducia più che controllo: sostituire domande pressanti con frasi di incoraggiamento riduce la pressione.
- Prendersi cura di sé: trovare valvole di sfogo (sport, camminate, momenti di relax) aiuta a mantenere la calma e a essere un modello positivo.
Un genitore che riesce a contenere la propria ansia, mostra al figlio che le difficoltà si affrontano con equilibrio: un insegnamento prezioso, ben oltre i voti in pagella.
La natura, alleato per tutte le età
A tutte le età – bambini, ragazzi, ma anche adulti – di fronte all’ansia da distacco, da responsabilità o da prestazione, la natura è un’alleata preziosa: regalarsi un appuntamento fisso per correre, camminare o semplicemente respirare all’aria aperta, in un luogo tranquillo, aiuta a ritrovare equilibrio e a scaricare lo stress scolastico, diretto o indiretto. L’ideale sarebbe farlo ogni giorno: ritagliarsi mezz’ora per uscire, andare in una zona silenziosa, all’aperto, abbandonarsi al ritmo naturale. Se non è possibile, tra routine, compiti e attività extrascolastiche, cerchiamo di farlo almeno una volta a settimana, magari nel fine settimana: un’immersione nella natura senza orologio, senza giudizi. Un modo per riprendere il proprio ritmo, ascoltare se stessi, ricaricarsi di energia naturale. E ripartite per una nuova settimana di scuola.
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