Burnout e stress: il richiamo del bosco contro il malessere
di Francesca Mugnai
C’è un momento in cui il corpo comincia a parlare. Lo fa con stanchezze che non passano dormendo, con respiri che si accorciano anche quando il calendario si svuota, con un senso di ansia perenne, come se qualcosa di brutto stesse per accadere da un momento all’altro, con l’apprensione di non riuscire a fare tutto quello che devi entro la fine della giornata.
Come nasce lo stress da lavoro
Il burnout non arriva all’improvviso. È una fiamma che si accende un po’ alla volta, consumando passione, energie, motivazione. È il risultato di un lavoro che ci assorbe più di quanto restituisca, di aspettative che diventano catene, di ritmi che spesso ci imponiamo noi stessi e che non comprendono il “basta così”..
E tutto il mondo fuori
Ma fuori dal nostro stress, c’è un mondo che respira a un altro ritmo.
Il bosco non ha scadenze. Gli alberi non si affannano. Gli animali non hanno l’ansia da prestazione.
Come psicologa specializzata in psiconatura, so che l’ambiente non è e non deve essere solo uno sfondo della nostra vita. È un co-terapeuta silenziosa, potente, accogliente. Il verde ha un effetto misurabile sul nostro sistema nervoso: rallenta il battito, regola la pressione, abbassa i livelli di cortisolo.
L’immersione nella natura ci aiuta a rientrare in contatto con la nostra parte più autentica, quella che sa cosa conta davvero.
Camminare tra gli alberi, sedersi accanto a un ruscello, ascoltare il respiro della natura e di conseguenza il nostro, immergersi nel silenzio naturale e accorgersi di suoni che non ricordavamo più, accarezzare un cane senza dover dire nulla: sono momenti che esulano da performance, risultati, doveri. Siamo anche corpo, emozioni, desideri e vanno assecondati per non soccorrere.
Riconnettersi nella disconnessione
Nel mio lavoro accompagno le persone in percorsi di riconnessione. In un mondo in cui siamo iperconnessi (al web, ai social, ai messaggini), disconnettere il digitale e connette il proprio io serve A volte in silenzio, a volte parlando. Sempre camminando, sempre ascoltando. Perché la natura insegna a rallentare, a lasciar andare ciò che non serve, a fare spazio a ciò che nutre.
Se senti che il tuo lavoro ti sta consumando, se ogni giorno ti sembra uguale e sempre più vuoto, concediti la possibilità di cambiare prospettiva. Vieni a respirare nel verde. Concediti uno spazio per te e per riempire il tuo rumore interiore col silenzio esteriore.
Inizierai davvero a camminare (non a correre), verso il benessere (e non la produttività).
E grazie a percorsi assistiti di psicologia nella natura, diventerai più produttivo col prenderti le tue pause. Perché non si vive resistendo, ma fiorendo.







